Vita e morte nella savana

“sed lex dura lex”, a maggior ragione vale in natura. Da naturalista ho avuto la fortuna di assistere al parto di questo piccolo (antilope Topi). Il documento è da N.G. un parto normale anche se il piccolo ha fatto parecchia fatica, sia a nascere che a mettersi in piedi. Sfortuna vuole che la leonessa, poco lontana, avesse sentito gli odori della placenta e del sangue.
La mamma ha fatto di tutto per far capire al piccolo di alzarsi e camminare perché si allontanassero il più possibile dall’incombente minaccia. Sconsolata, per non perdere lei stessa la vita, ha lasciato il cucciolo in balia della leonessa che dopo averci “giocato” un bel pò lo ha ucciso. La scena è stata dolce e cruda, mi ha scosso e commosso.

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Una fase del parto del piccolo Topi successivamente preda di una leonessa. Ha visto la luce per 30 minuti, vita e morte nella savana. Abbandonato dalla mamma, temeva lei stessa di perdere la vita, l’ho visto nascere e mio malgrado l’ho accompagnato sino alla prematura morte.

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Il suo primo sguardo, non alla madre, ma a me un’emozione e una grande gioia. Purtroppo non ci sarà vita, l’epilogo sarà tragico.

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La madre dopo aver ripulito il piccolo, consapevole dell’incombente minaccia, lo invita ad alzarsi e ad allontanarsi dalla radura. Solitamente nascondono i piccoli dai predatori portandoli nell’erba alta. Il piccolo tuttavia ha fatto molta fatica …… troppa fatica.

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Quei minuti che fanno la differenza e possono significare la vita. Non ce la farà il piccoletto a mettersi sulle zampe e ad allontanarsi con la madre. Sapete come è andata a finire.

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La leonessa all’inizio è combattuta fra il ruolo di madre e quello di cacciatrice, assume atteggiamenti affettivi e il cucciolo appare confuso. Di  fronte alla scena sono stato pervaso da sentimenti di tenerezza, paura e confusione allo stesso tempo.

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Ripreso il ruolo di predatrice la leonessa assume atteggiamenti di minaccia, il cucciolo è sempre più smarrito e spaventato dal suo sguardo si può intuire che forse qualcosa percepisce.

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Il destino del piccolo Topi, ormai in balia della leonessa appare segnato, tuttavia il predatore ci “giocherà” ancora per un po’

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E’ la fine. Non mi sono chiesto il perché, il mio inconscio mi ha suggerito di smettere qui e non documentare l’uccisione e non certamente per non urtare la sensibilità di chi le foto le avrebbe poi viste, ma solo e unicamente per rispetto del cucciolo. La leonessa lo ha trascinato nell’erba alta e lo ha finito.

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Voglio ricordarlo così. E’ stata una dura lezione come a volte la vita ci riserva. Siamo troppo presi da noi stessi per fermarci e riflettere, poi quando all’improvviso ti capita, ti crolla il mondo addosso e solo allora capisci quanto siamo vulnerabili. Non dimenticate mai che questi eventi colpiscono purtroppo anche l’uomo, ancora oggi troppi neonati muoiono in Africa nel giro di poche ore, perché la mamma non ha latte o per una banale dissenteria.

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Non un’immagine! Ma una storia sulla quale riflettere.
Grazie a tutti per il passaggio e i commenti su questa storia che vorrete lasciare.

Kenya Masai Mara ottobre 2013

Un caro saluto
Paolo

 

5 commenti

  • lorenzo zuntini

    Complimenti, sembra una sequenza tratta da un documentario della Bbc!

  • Che dire paolo…. Complimenti per il reportage naturalistico, anche se un po crudo, rende l’idea della vita nella savana… Purtroppo diamo tutto troppo per scontato…. Quando poi nella realtà’ c’è un lato oscuro che non conosciamo e quest’oggi tu ci hai illuminato sulla realtà della savana…
    Complimenti paolo!!!!
    E grazie per aver condiviso con noi questo fantastico reportage.

  • gabrielepagliari

    Anche se conoscevo già la storia, che avevi documentato con un video alla mostra fotografica dello scorso Febbraio a Crema , mi sono riletto tutto il racconto ed ho rivisto tutte le foto.
    Come hai detto è la dura legge della natura che alla fine ti lascia un pò di sconcertato ma credo sia giusto così.
    D’altronde è quello che succede, fatte le debite proporzioni, anche da noi quando vediamo ad esempio un Airone cacciare dei pesci oppure un Gruccione cacciare ogni tipo di insetto.
    E’ la natura e noi dobbiamo rispettarla in ogni sua manifestazione.
    Grazie per averci documentato magnificamente questa bellissima storia naturalistica.

  • “Dura lex sed lex” l’ estrema sintesi della vita. Certe volte si rimane stupiti davanti alla crudezza di certe immagini che altro non sono che la quotidianità, l’ equilibrio di un ecosistema che si basa sulla selezione naturale, il “mors tua, vita mea” , d’ altro canto se così non fosse avremmo un pianeta sovrappopolato da ogni specie. Premesso quanto, non posso che esprimerti tutta l’ ammirazione possibile per la eccezionale documentazione che ci hai regalato e per l’ altissima qualità delle immagini unita alla indubbia carica emotiva che trasmettono. Non posso che immaginare la valanga di sensazioni che in quei momenti ti hanno travolto e con un pizzico di manifesta, sana invidia fotografica, ti confesso che mi sarebbe piaciuto esserci. Grazie Paolo e buona luce.

  • Dennunzio_Roberto

    ho avuto modo di vedere il tuo video qualche tempo fa a brusaporto e come già ti avevo detto , complimenti per la straordinaria documentazione … essere al posto giusto nel momento giusto…. complimenti..

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