Storie di aquile e avvoltoi

I Samburu vivono nelle zone desertiche e semidesertiche del Kenya settentrionale, strettamente imparentati con i Masai sono pastori nomadi che si spostano nelle pianure fra il Lago Baringo e l’estremità meridionale del Lago Rodolfo o Turkana. L’ organizzazione sociale prevede il sistema delle classi di età all’interno del quale la classe dei guerrieri i “Moran” svolge un ruolo centrale.
Nel loro territorio c’è la riserva di Samburu; piccola ma morfologicamente molto interessante costituita da una zona desertica e una montagnosa attraversate dall’omonimo fiume. I paesaggi che offre così diversi fra loro sono l’habitat di parecchie specie che sono endemiche di questa zona e si trovano solo qui come la giraffa reticolata, la zebra di Grevy, il Gerenuk o antilope giraffa oltre a diverse specie di uccelli.
Molto interessanti sono la zona di montagna con piste davvero impervie e naturalmente il fiume. In un prossimo articolo vi mostrerò le specie endemiche, poco fotografate perché non sono molti i safaristi che si spingono così a nord.

Una mattina percorrevamo una pista di montagna alla ricerca del leopardo che ama particolarmente questo habitat impervio. Via radio siamo stati informati di un avvistamento: un grosso maschio aveva cacciato un impala e ci siamo recati sul posto non senza difficoltà perché la pista era davvero tosta e Steven il mio driver ha dovuto davvero fare i miracoli.
Arrivato in loco ho dovuto mio malgrado constatare che “gli ignoranti della savana” mi avevano preceduto; avvicinandosi troppo o gridando avevano disturbato o spaventato il leopardo intento a mangiare e lo avevano fatto fuggire. L’ho intravisto mentre saliva la montagna, davvero un bel bestione (in queste zone montagnose, mi spiegava Steven i leopardi sono più grossi del normale proprio per permettere loro di spostarsi più agevolmente).
Incazzato manco a dirlo ho lasciato che gli ignoranti se ne andassero seguendo il leopardo, inutilmente perché era impossibile salire la montagna. Siamo rimasti soli abbiamo atteso più di due ore che il leo ritornasse. L’attesa non mi ha premiato nel senso che il felino non è ritornato ma ci siamo fermati ad ammirare gli avvoltoi che banchettavano.

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E’ sempre un casino in queste situazioni, si accalcano a decine intorno alla carcassa, confusione massima e sempre qualche esemplare che impalla la scena che si vorrebbe pulita.

Gli avvoltoi continuavano a volteggiare in cielo offrendomi l’occasione per qualche scatto in volo.

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Con lo sguardo sempre rivolto al cielo ad un certo punto dalla montagna mi appaiono molto in alto ben tre aquile della steppa che volteggiavano e continuamente atterravano.

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Apparentemente non si disturbavano con gli avvoltoi che erano più numerosi condividendo addirittura i posatoi. Mi sono avvicinato all’acacia per alcuni primi piani ma stanco di stare con il collo all’insù reggendo il 200-400 a mano libera, con il permesso di Steven sono salito sul tetto della jeep per avere un’inquadratura diversa. Le aquile erano stranamente confidenti e mi hanno lasciato fare in assoluta libertà.

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Addirittura le aquile hanno osato avvicinarsi alla carcassa per qualche boccone, ovviamente gli avvoltoi non l’hanno permesso, benché non ci siano state scene di lotta fra le due specie.

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 Gli avvoltoi hanno continuato a litigare e banchettare spolpando la carcassa senza lasciare nulla agii altri predatori.

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 In definitiva non ho visto il leopardo all’opera e un po’ mi è dispiaciuto, ma aquile e avvoltoi mi hanno regalato uno spettacolo indimenticabile fra situazioni di scatto e inseguimento in volo a mano libera.

6 commenti

  • Bel racconto molto ben documentato di un’avventura davvero straordinaria.Immagini realistiche di grande impatto emotivo.

  • Grande Maffioletti…. vedo con piacere che ti e tornata la voglia di scrivere, ed ogni tuo racconto è un avventura emozionante… prima o poi riuscirò a venire in africa con te……
    complimenti Paolo!!!

  • Grande Paolo! A parte gli ignoranti che ormai diventano ignotanti (!) a mio parere, al di là della tua giusta incazzatura, è stato quasi meglio non trovare più il leo che ti avrebbe concesso sicuramente scatti accattivanti ma forse…più standard. Storie cosi…backside non si trovano spesso in giro dove tutti sono sempre concentrati solo sui big five!
    Alla prossima!

  • gabrielepagliari

    Un bellissimo racconto e delle splendide foto a dei soggetti altrettanto splendidi.
    Complimenti.

  • Dennunzio_Roberto

    “prima o poi riuscirò a venire in africa con te” bisogna vedere se ti porta 🙂 🙂
    scherzi a parte…come sempre bellissimi scatti! il ritrattone all aquila è…. da fototessera… complimenti!

  • Ciao Paolo, come sempre immagini e racconto da assaporare..
    non so se riuscirò mai ad andare a fare un safari, ma come ti ho detto mille volte.. “se riesco” vengo con te..
    sono convinto, che abbia un’ “altro sapore ed un’altro gusto”, fare “qualcosa con qualcuno che sa benissimo cosa fa li e cosa stà facendo”..
    complimenti ancora per il racconto e gli scatti..
    la mia preferita.. l’aquila di 3/4 in arrivo, mossa… da invidia..
    a presto

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