La carezza

Ieri mattina mi sono svegliato presto  per andare a fotografare i gruccioni, mentre mi preparavo una vocina nella testa ha incominciato a sussurrare : Torrile,,,Torrile,,,,Torrile.

Una telefonata per essere certo che l’oasi sia fruibile (scopro che oggi l’apertura e’ anticipata alle 7.00)  e alle 6.30 sono in macchina direzione Parma.

Alle otto sono a destinazione e nel pagare i 5 euro di ingresso conosco il nuovo gestore dell’oasi, un ragazzo simpatico e pieno di entusiasmo con tanta voglia di migliorare il sito.

Giro un po’ i capanni che nonostante sia giovedì sono parecchio pieni e tra una raffica agli aironi e quattro chiacchere con gli altri fotografi arriva mezzogiorno .

Piano piano i capanni si svuotano e ad un certo punto al bunker siamo solo in tre.

E qui accade una cosa che in quattordici anni di fotografia naturalistica non mi era ancora capitata.

Un immaturo di garzetta guarda curioso dentro le feritoie del capanno per nulla spaventato dagli scatti delle reflex che lo riprendono. passeggia per tutto il pomeriggio avanti e indietro cercando nell’erba davanti al bunker di catturare insetti per riempirsi la pancia,

Scatto  un sacco di foto tra cui una con la piccola preda nel becco, un altra con la membrana nittitante che chiude l’occhio per meta’ alla fine mi arriva così vicino che allungo la mano e lo accarezzo, e lui mi guarda con curiosita’ ma senza scappare continua nella sua ricerca. Non lo spaventano nemmeno i bambini di una scuola in visita, solo un airone guardabuoi nel tardo pomeriggio gli arriva vicino facendolo volare via .

Un po’ di foto …

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13 commenti

  • una volta tanto mi hanno invidiato il 70 200 macro!!!!! c’era gente con il cannone che nopn riusciva a fotografarla per la troppa vicinanza!!!!
    ciao
    Valentino

  • che bello!!! che bei primi piani!!! fortuna ma anche bravura nel non farlo andare via, nel far si che si fidasse e rimanesse li con voi!

  • le foto sono stupende ma il punto centrale del tuo racconto non mi piace molto, non so se riesco a spiegarmi ma la carezza in sè a me non piace molto come “messaggio”. Non hai fatto nulla di male non era un piccolo in un nido, non voglio assolutamente dire questo, però c’è il rischio che passi un messaggio non educativo per lo meno. tutto qui. Magari però sono esagerato io ! 🙂

  • Grazie Mazzarri, la garzetta non ci pensava proprio ad andare via, probabilmente era talmente giovane da fidarsi ancora dell’uomo.
    Mauro, hai ragione, i selvatici devono rimanere selvatici, non so se ho fatto bene ad accarezzarlo ma semplicemente non ho resistito alla tentazione trovandomelo così vicino!!! In quattordici anni e’ la prima volta che mi capita e mi sa che ne dovra’ passare di acqua sotto i ponti prima che abbia di nuovo un occasione del genere
    Ciao
    Valentino

  • Mauro, vai tranquillo. per fortuna in quel capanno ha trovato Alessandro che l’ha allontanato con una carezza. piuttosto che fare del male si tagliava la mano. forse non ha pensato prima di agire, a mio parere, quel piccolo non ha collegato mano uomo, erano tutti seduti e poco bipedi. l’unico appunto è che non è stato rispettato il regolamento dell’oasi. e per questo MULTA!! iscrizione obbligatoria per 5 anni alla LIPU

  • ah bhè se la multa è quella ci faccio un pensiero anch’io ! però mi devono regalare la guida svensson ! 🙂

  • Fabio, non son mica come te che esci dal capanno e corri dietro ai fagiani!!!!!
    ciao
    Valentino

  • ciao velentino, innanzitutto complimenti per il racconto e gli scatti, poi ti dico quale è che preferisco.. vediamo se lo capisci da solo…… maledetta quella cosa che martella in testa… ma a volte, sembra scritto… tu pensi ad un posto, ci pensi per una settimana, e poi all’ultimo momento cambi… boh, sarà un caso, ma io nel “caso”, non credo.. è già scritto…
    per la “carezza”, ti assolvo, perchè ti conosco bene, ad altri avrei tagliato la mano per molto meno… mi dicono che sono un “talebano”, ma su queste cose, non si transige.. in effetti il “messaggio” non è molto “nature”, ma credo che in quel momento, l’adrenalina ti abbia fatto perdere lucidità… l’importante, come dice fabio, è che non abbia realizzato, carezza-umani, perchè è meglio che dai bipedi giri più alla larga possibile… bel momento, credo che una cosa cosi, non capiti spesso… e fortuna di avere il 200… ora ti svelo il segreto… bella la prima, con il particolare della palpebra… ma quella che invidio è la terza, composizione e dettaglio occhio… unici… bravo bravo

  • come si dice tra alpinisti… tutto fa allenamento!! e correre dietro ai fagiani su terreni irregolari è perfetto

  • Grazie Max per i comkplimenti e per avermi lasciato le mani…..se no come faccio con la reflex?

    Per Fabio….di metodi per allenarsi ce ne sono tanti, lasciali stare sti poveri fagiani !!!
    ciao
    Valentino

  • Fabius, io a correre dietro ad un muflone su terreno irregolare come dici tù ho demolito mezza reflex…. meglio evitare…. Alessandro, ottimi i momenti colti, le foto sono dettagliatissime, azzeccato l’utilizzo di un obiettivo macro! non poteva andarti meglio , Quoto Cassinet, ho avuto la stessa impressione pure io… ma tutto sommato credo sia un’ esperienza unica! complimenti!

  • robyxx83. ero disarmato anche di reflex, e tra me e il fagiano il più selvatico ero io.
    Alessandro. ogni mattina il fagiano si sveglia, con la certezza che se mi incontrerà dovrà correre.

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