saranno “fangosi” sempre… (atto finale)

Per chi se la fosse persa qui trova la prima parte.
Piazziamo i nostri capanni sotto ad un alberello, dopo il casino fatto, sappiamo che ci vorrà tempo perchè tornino a tiro di obiettivi.
Nell’attesa ci accordiamo su come comunicare le posizioni e avvistamenti. Il sistema è quello dei piloti si da il punto in ore. Come al solito non siamo in asse e chi deve cercare è sballato di mezz’ora.
Passa un oretta e iniziano ad avvicinarsi i cavalieri e garzette, più distanti i guardabuoi. Non scattiamo foto, li lasciamo prendere confidenza, sapendo che verranno molto vicini. E quì accade una strana coincidenza, sia io che Max si guarda per aria e si pensa allo sbucare del falco di palude. Quel che si dice essere in sintonia perfetta.
Cavalieri, garzette e guardabuoi sono vicini le raffiche si susseguono, ci permettiamo il lusso di scegliere dove e come fotografarli, con riflesso, mentre beccano e sopra tutto senza l’ingombro di rami vari.
Ad un certo punto si scatena un fuggi fuggi dal pantano. in contemporanea sento il primo “falco di palude” a ore 11, nessuno fiata, lo ammiriamo volteggiare, ma resta alto e distante almeno 50 metri. Passa alla nostra sinistra e sparisce. Torna la calma e un airone bianco maggiore atterra piuttosto lontano.
Garzetta, cavalieri e guardabuoi sono già vicinissimi, anzi troppo, sono costretto muovermi per farli allontanare.
Il pomeriggio scorre piacevole, inframmezzato da chiamate del Teo, lo informiamo di quel che accade e in quel momento una pavoncella sfila volteggiando davanti a noi. Il Teo capisce e saluta. Max da un altro orario, è ancora il falco, solite planate alte con defilata a sinistra.
Il sole si abbassa alle nostre spalle, luce bellissima. A circa 30 metri 6 cavalieri litigano tra loro, bellissimi i numeri che compiono nell’aria. una coppia si stacca e.. XXX, purtroppo la distanza impedisce foto in-decenti.
I minuti passano veloci. Il falco è passato 4 volte ma sempre lontano. Si avvicina l’ora di togliere le tende, quando a ore 9 sopra un albero dove già si era visto un gheppio, si posa anche il protagonista di giornata, sotto di lui una gazza sale i rami a saltelli fino a raggiungerlo. Inizia a infastidirlo beccandogli la coda, tanto fa che il rapace prende e va via.FR1D6316
Questa scena segna la fine della nostra giornata di natura parlata e guardata.
Mentre si torna a casa già si progetta la prossima “infangata”…

3 commenti

  • Dalle descrizione penso sia una bella location. Il racconto è completo e interessante, le foto dei cavalieri sono composte con cura e molto ben realizzate. Complimenti.

  • brao fabius… il tuo racconto mi ha fatto tornare li per qualche minuto, è stata proprio una bella giornata, è mancata un poco di luce “calda” con il falco, ma nell’insieme giornata positiva… aspettando la “prossima” uscita, stò già contando le ore… preparerò il mio racconto e le mie foto…
    PS durante la telefonata del teo, ho beccato al nitticora al volo…. grazie teo….

  • cavoli, devo tornare ad abituarmi alle lancette degli orologi altrimenti non posso vernire a fotografare con voi !

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